La menopausa è un periodo di transizione naturale nella vita di ogni donna, caratterizzato non solo da mutamenti fisici, ma anche da cambiamenti significativi a livello psicologico e cognitivo.
In particolare, la relazione tra memoria e menopausa ha suscitato crescente interesse scientifico e preoccupazione tra le donne, poiché molte segnalano difficoltà nella concentrazione e nella memoria durante questa fase.
In questo articolo, esploreremo approfonditamente i legami tra questi due aspetti, basandoci sulle più recenti evidenze scientifiche, e forniremo informazioni pratiche e strategie concrete per affrontare efficacemente i cambiamenti cognitivi associati alla menopausa.
Cosa Dicono le Ricerche: I Sintomi Sono Reali
Molte donne riferiscono esperienze di “brain fog” (annebbiamento mentale) o vuoti di memoria durante la transizione menopausale, descrivendo sensazioni come “non trovo le parole”, difficoltà a ricordare appuntamenti o nomi, e una generale sensazione di confusione mentale.
Questi sintomi, sebbene possano essere frustranti e allarmanti, sono molto più comuni di quanto si pensi.
La buona notizia è che gli studi scientifici confermano che questi cambiamenti sono reali, non immaginari, ma nella maggior parte dei casi rappresentano modifiche lievi e spesso transitorie della funzione cognitiva, non un disturbo grave o l’inizio di una demenza (Grummisch et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022).
È fondamentale comprendere che questi sintomi, sebbene possano impattare la qualità della vita quotidiana, sono parte di un processo naturale e, con le giuste strategie, possono essere gestiti efficacemente.
Per la maggioranza delle donne, questi cambiamenti non evolvono in demenza o altri disturbi cognitivi gravi.

I Cambiamenti Ormonali e il Loro Impatto sulla Memoria
Durante la menopausa, si verifica una diminuzione significativa della produzione di estrogeni (in particolare estradiolo) e progesterone.
Questi ormoni non solo regolano il ciclo mestruale e la fertilità, ma giocano anche un ruolo cruciale nel mantenimento della salute cerebrale e delle funzioni cognitive.
Come gli Estrogeni Influenzano il Cervello
Gli estrogeni hanno molteplici effetti protettivi e modulatori sul cervello:
- Neuroplasticità: La riduzione degli estrogeni può influenzare la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi, riorganizzarsi e formare nuove connessioni neuronali, portando a sintomi come lacune mnemoniche o difficoltà nel richiamare informazioni (Ramli et al., 2023; Jacobs et al., 2016).
- Neurotrasmettitori: Gli estrogeni influenzano la produzione e l’attività di neurotrasmettitori chiave per la memoria e l’attenzione, come acetilcolina, serotonina e dopamina.
- Flusso sanguigno cerebrale: Gli estrogeni promuovono la vascolarizzazione cerebrale e il flusso sanguigno, essenziali per l’ossigenazione e la nutrizione dei neuroni.
- Neuroprotezione: Proteggono i neuroni dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, processi che possono danneggiare le cellule cerebrali.
Le Fluttuazioni Ormonali Fanno la Differenza
Interessante notare che non è solo il livello assoluto di estrogeni a influenzare la cognizione, ma soprattutto le fluttuazioni rapide e imprevedibili che caratterizzano la perimenopausa.
Studi recenti hanno dimostrato che queste fluttuazioni di estradiolo si associano direttamente a variazioni di attenzione e memoria soggettiva, indipendentemente da fattori come sonno e umore (Grummisch et al., 2023; Jacobs et al., 2016; Shulga et al., 2025).
Questo spiega perché molte donne sperimentano sintomi cognitivi particolarmente pronunciati durante la perimenopausa, quando i livelli ormonali oscillano drammaticamente, piuttosto che nella postmenopausa stabilizzata, quando i livelli ormonali sono costantemente bassi ma più prevedibili.
Principali Cambiamenti Cognitivi Durante la Menopausa
Gli studi scientifici hanno identificato con precisione quali domini cognitivi sono maggiormente colpiti durante la transizione menopausale:
Domini Cognitivi Più Vulnerabili
- Apprendimento e Memoria Verbale: Questo è il dominio più consistentemente colpito. Le donne possono notare difficoltà a ricordare conversazioni, liste di parole, nomi di persone o informazioni appena lette (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021; Grummisch et al., 2023; Weber et al., 2013).
- Attenzione e Concentrazione: Difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti prolungati o a concentrarsi in ambienti distraenti (Greendale et al., 2020; Kilpi et al., 2020).
- Working Memory (Memoria di Lavoro): La capacità di mantenere e manipolare informazioni a breve termine può essere ridotta, rendendo più difficile gestire più compiti contemporaneamente o seguire conversazioni complesse (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021).
- Velocità di Elaborazione: Alcune donne riferiscono di “pensare più lentamente” o di impiegare più tempo per elaborare informazioni (Greendale et al., 2020).
- Motricità Fine: In alcuni studi, anche compiti che richiedono coordinazione motoria fine hanno mostrato lievi declini (Weber et al., 2013; Metcalf et al., 2023).
Sintomi Soggettivi Comuni
Le donne descrivono frequentemente questi sintomi cognitivi con espressioni come:
- “Non trovo le parole giuste quando parlo”
- “Dimentico appuntamenti o dove ho messo le cose”
- “Faccio fatica a seguire conversazioni complesse”
- “Ho la sensazione di nebbia mentale o confusione”
- “Non riesco a concentrarmi come prima”
- “Dimentico perché sono entrata in una stanza”
- “Faccio fatica a ricordare nomi di persone”
È importante sottolineare che, sebbene questi sintomi siano molto frequenti e reali, per la stragrande maggioranza delle donne non corrispondono a un disturbo cognitivo grave o all’inizio di una demenza (Grummisch et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022).
Come Cambia la Memoria nelle Diverse Fasi della Menopausa
Non tutte le fasi della transizione menopausale hanno lo stesso impatto sulla memoria. La ricerca ha identificato una “finestra di vulnerabilità” specifica:
| Fase | Cosa si osserva più spesso | Note | Citazioni |
| Perimenopausa | Difficoltà soggettive, cali lievi in memoria verbale/attenzione | “Finestra di vulnerabilità” – fluttuazioni ormonali massime | (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021; Weber et al., 2013; Jaff & Maki, 2021; Greendale et al., 2020; Kilpi et al., 2020) |
| Primo anno post-menopausa | Peggior performance in memoria verbale, attenzione/WM, motricità fine | Fase più critica – adattamento all’assenza di estrogeni | (Weber et al., 2013; Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021) |
| Post-menopausa stabilizzata | In molte donne performance nella norma | Alcune restano vulnerabili, ma la maggioranza si stabilizza | (Maki et al., 2021; Ramli et al., 2023; Jacobs et al., 2016; Than et al., 2023) |
Figura 1: Come cambia la memoria nelle diverse fasi della menopausa.
La Finestra di Vulnerabilità
Il calo cognitivo tende a essere più evidente dall’early perimenopausa (primi stadi della transizione) al primo anno dopo l’ultima mestruazione, poi spesso si stabilizza o addirittura migliora (Maki et al., 2021; Weber et al., 2013; Kilpi et al., 2020).
Questa “finestra” rappresenta il periodo in cui:
- Le fluttuazioni ormonali sono più drammatiche
- Il cervello sta “adattandosi” al nuovo ambiente ormonale
- I sintomi vasomotori (vampate, sudorazioni) sono più intensi e possono interferire con il sonno
- L’impatto sulla qualità della vita è massimo
La notizia rassicurante è che, per molte donne, una volta superata questa fase critica e raggiunti livelli ormonali stabilmente bassi nella postmenopausa, le funzioni cognitive tendono a stabilizzarsi e, in alcuni casi, a migliorare rispetto al picco della perimenopausa.
Gli Effetti della Menopausa sul Cervello: Cambiamenti Strutturali
Oltre ai cambiamenti funzionali, la ricerca neuroscientifica ha documentato modifiche strutturali nel cervello associate alla menopausa:
Cambiamenti Volumetrici
La menopausa è associata a cambiamenti volumetrici in regioni cerebrali chiave per la memoria e la cognizione, in particolare:
Ippocampo: Struttura cruciale per la formazione di nuovi ricordi e la memoria a lungo termine. Alcuni studi mostrano riduzioni del volume ippocampale durante la transizione menopausale (Ramli et al., 2023; Jacobs et al., 2016; Shulga et al., 2025).
Cortecce frontali: Coinvolte in funzioni esecutive, attenzione, pianificazione e memoria di lavoro. Possono mostrare riduzioni di spessore o volume (Ramli et al., 2023).
Cortecce temporali: Importanti per elaborazione linguistica e memoria semantica (Ramli et al., 2023).
Cambiamenti nella Connettività
Oltre al volume, anche la connettività funzionale (come diverse regioni cerebrali comunicano tra loro) può essere alterata durante la menopausa, influenzando l’efficienza dei circuiti neurali coinvolti nella memoria e nell’attenzione (Jacobs et al., 2016).
Importante Prospettiva
È fondamentale notare che questi cambiamenti strutturali:
- Sono generalmente lievi e rientrano nella variabilità normale
- Non necessariamente predicono declino cognitivo clinicamente significativo
- Possono essere parzialmente reversibili o compensati da meccanismi neuroplastici
- Sono influenzati da fattori modificabili come esercizio fisico, stimolazione cognitiva e salute cardiovascolare
Menopausa e Funzionamento Cognitivo: Il Quadro Completo
È essenziale comprendere che i cambiamenti cognitivi durante la menopausa non dipendono solo dagli ormoni. Diversi fattori interconnessi contribuiscono al quadro complessivo:
Fattori che Amplificano i Problemi Cognitivi
Disturbi del Sonno: Le vampate notturne e la sudorazione possono frammentare il sonno, e la deprivazione di sonno peggiora significativamente memoria, attenzione e funzioni esecutive. Il sonno di qualità è essenziale per il consolidamento della memoria.
Sintomi Vasomotori Severi: Vampate di calore intense e frequenti possono distrarre e interferire con le attività cognitive quotidiane.
Ansia e Depressione: I disturbi dell’umore, comuni durante la menopausa, impattano negativamente sulla concentrazione e sulla memoria. Tuttavia, gli studi mostrano che le fluttuazioni ormonali influenzano la cognizione indipendentemente da umore e sonno (Grummisch et al., 2023).
Stress e Affaticamento: La gestione di sintomi multipli può essere mentalmente e fisicamente esaurente, riducendo le risorse cognitive disponibili.
Condizioni Mediche: Diabete, ipertensione, obesità e altre condizioni croniche, più comuni dopo la menopausa, possono influenzare negativamente la salute cerebrale.
Fattori di Rischio Speciali: Menopausa Precoce e Chirurgica
Non tutte le menopause hanno lo stesso impatto sulla cognizione. Alcune situazioni comportano rischi maggiori:
Menopausa Precoce o Prematura
La menopausa precoce (prima dei 45 anni) o chirurgica (rimozione chirurgica delle ovaie, ovariectomia) è associata a:
- Declino più rapido della memoria rispetto alla menopausa naturale a età appropriata
- Maggiore rischio di demenza nel lungo termine, specialmente se la menopausa avviene prima dei 45 anni
- Perdita della “finestra protettiva” degli estrogeni endogeni durante anni cruciali per la salute cerebrale
(Georgakis et al., 2019; Sochocka et al., 2023; Koebele et al., 2017; Alexander et al., 2025)
Perché Questo Accade?
Gli estrogeni endogeni (prodotti naturalmente dal corpo) sembrano avere un effetto protettivo sul cervello durante gli anni che precedono l’età naturale della menopausa. La loro perdita prematura priva il cervello di questa protezione in un momento in cui ne ha ancora particolarmente bisogno.
Importante Considerazione
Se hai avuto una menopausa precoce o chirurgica, è particolarmente importante:
- Discutere con il medico l’opportunità di terapia ormonale sostitutiva (che può essere protettiva se iniziata precocemente)
- Adottare uno stile di vita altamente protettivo per la salute cerebrale
- Monitorare attentamente eventuali cambiamenti cognitivi
- Controllare rigorosamente i fattori di rischio cardiovascolare
I Disturbi della Memoria: Quando Preoccuparsi?
La maggior parte dei cambiamenti cognitivi associati alla menopausa sono lievi, temporanei e non progrediscono verso patologie gravi. Tuttavia, è importante distinguere tra:
Cambiamenti Normali Legati alla Menopausa
- Occasionali dimenticanze (nomi, dove si è messo qualcosa)
- Difficoltà temporanea a trovare le parole
- Sensazione di “nebbia mentale” intermittente
- Difficoltà di concentrazione che migliorano con il riposo
- Sintomi che fluttuano in intensità
- Capacità di utilizzare strategie compensative (liste, promemoria) efficacemente
Segnali che Richiedono Valutazione Medica
È consigliabile consultare un professionista sanitario se:
- Persistenza e Peggioramento: I problemi di memoria diventano persistenti (presenti costantemente per mesi) o progressivamente peggiorano nel tempo.
- Impatto Significativo sulla Vita Quotidiana: Le difficoltà cognitive influenzano seriamente la capacità di svolgere attività lavorative, gestire le finanze, cucinare, guidare o altre attività essenziali.
- Disorientamento: Episodi di confusione su dove ci si trova, che giorno è, o difficoltà a riconoscere persone familiari.
- Cambiamenti di Personalità: Modifiche marcate nel comportamento o nella personalità.
- Difficoltà con Compiti Familiari: Improvvisa incapacità di completare compiti precedentemente routinari (es. non ricordare come usare elettrodomestici familiari).
- Preoccupazione di Familiari: Se le persone vicine esprimono preoccupazioni sui cambiamenti cognitivi osservati.
- Storia Familiare di Demenza: Presenza di demenza o Alzheimer in famiglia, che aumenta il rischio personale.
L’Importanza dell’Auto-Monitoraggio
Ricordiamo che l’auto-monitoraggio è essenziale per riconoscere eventuali cambiamenti preoccupanti. Tenere un diario dei sintomi cognitivi può aiutare a:
- Identificare pattern e trigger
- Valutare se i sintomi migliorano o peggiorano nel tempo
- Fornire informazioni utili al medico se si decide di consultare
Terapia Ormonale Sostitutiva: Un’Opzione da Considerare?
Alcune donne potrebbero considerare le terapie ormonali sostitutive (TOS) come un modo per alleviare i sintomi della menopausa, inclusi quelli cognitivi.
Cosa Dice la Ricerca Attuale
Le evidenze sull’efficacia della terapia ormonale per i problemi cognitivi sono limitate e miste:
- Le linee guida attuali non raccomandano la terapia ormonale sostitutiva specificamente per migliorare la memoria o prevenire il declino cognitivo, data l’evidenza scientifica ancora insufficiente (Metcalf et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022).
- Alcuni studi suggeriscono che la TOS può migliorare sintomi vasomotori e disturbi del sonno, che indirettamente possono beneficiare la cognizione.
- L’efficacia può dipendere da timing (ipotesi della “finestra critica”: più efficace se iniziata vicino alla menopausa), tipo di terapia, dosaggio e caratteristiche individuali.
- In caso di menopausa precoce o chirurgica, la TOS può avere un ruolo protettivo se iniziata tempestivamente.
Approccio Personalizzato
Se stai considerando la TOS per sintomi cognitivi, è fondamentale:
- Discuterne approfonditamente con un medico esperto in medicina menopausale
- Valutare benefici e rischi individualmente in base a storia medica personale e familiare
- Considerare la TOS principalmente per sintomi vasomotori severi o altri sintomi fisici, con possibili benefici cognitivi come effetto secondario
- Non aspettarsi miracoli sulla memoria: la TOS può talvolta migliorare sintomi fisici che indirettamente supportano la cognizione, ma non è una “cura” per i problemi di memoria

Strategie per Supportare la Memoria Durante la Menopausa
Ci sono diverse strategie basate sull’evidenza che possono aiutare a sostenere e proteggere le funzioni cognitive durante questo periodo delicato. I fattori modificabili hanno un ruolo cruciale:
1. Esercizio Fisico Regolare
L’attività fisica è uno degli interventi più potenti per la salute cerebrale:
Meccanismi di Azione:
- Stimola il flusso sanguigno al cervello, migliorando l’ossigenazione e la nutrizione dei neuroni
- Promuove la produzione di neurotrofine (in particolare BDNF – Brain-Derived Neurotrophic Factor), sostanze chimiche cruciali per la neuroplasticità, la sopravvivenza neuronale e la formazione di nuove connessioni
- Riduce l’infiammazione sistemica e cerebrale
- Migliora il metabolismo del glucosio cerebrale
- Favorisce la neurogenesi (formazione di nuovi neuroni) nell’ippocampo
Raccomandazioni Pratiche:
- Esercizio aerobico: 150 minuti a settimana di attività moderata (camminata veloce, nuoto, ciclismo, danza) o 75 minuti di attività intensa
- Esercizio di resistenza: 2-3 sessioni a settimana (pesi, elastici, esercizi a corpo libero)
- Attività che combinano fisico e cognitivo: Danza, tai chi, sport di squadra
- Anche piccole quantità di attività fisica sono benefiche – inizia gradualmente se sei sedentaria
(Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Shulga et al., 2025; Maki & Jaff, 2022)
2. Dieta Equilibrata e Protettiva per il Cervello
Una dieta ricca di nutrienti specifici può supportare le funzioni cognitive:
Alimenti Chiave:
Acidi grassi omega-3 (EPA e DHA):
- Fonti: Pesce azzurro (salmone, sgombro, sardine, aringhe), semi di lino, noci
- Benefici: Essenziali per la struttura delle membrane neuronali, antinfiammatori, supportano la neuroplasticità
- Raccomandazione: 2-3 porzioni di pesce grasso a settimana o integrazione
Antiossidanti:
- Fonti: Frutti di bosco (mirtilli, more, lamponi), verdure a foglia verde scuro (spinaci, cavolo riccio), frutta colorata, tè verde, cioccolato fondente
- Benefici: Proteggono i neuroni dallo stress ossidativo e dall’infiammazione
Vitamine del gruppo B (B6, B12, folato):
- Fonti: Cereali integrali, legumi, verdure a foglia verde, uova, carne magra, latticini
- Benefici: Essenziali per la sintesi di neurotrasmettitori e per ridurre l’omocisteina (fattore di rischio cardiovascolare)
Vitamina D:
- Fonti: Esposizione solare, pesce grasso, alimenti fortificati, integrazione se carente
- Benefici: Recettori della vitamina D sono presenti nel cervello; la carenza è associata a declino cognitivo
Dieta Mediterranea: Questo pattern alimentare (ricco di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, olio d’oliva, moderato consumo di vino rosso) è associato a minor rischio di declino cognitivo.
Idratazione: La disidratazione, anche lieve, può peggiorare concentrazione e memoria.
3. Esercizi Mentali e Stimolazione Cognitiva
Il cervello, come un muscolo, beneficia dell’allenamento costante:
Attività Benefiche:
- Lettura regolare di libri, articoli, giornali
- Puzzle (cruciverba, sudoku, puzzle jigsaw)
- Giochi da tavolo e carte che richiedono strategia
- Apprendimento di nuove abilità: Lingue straniere, strumenti musicali, hobby complessi
- Socializzazione: Conversazioni stimolanti e interazioni sociali
- Corsi e formazione: Mantenere attiva la curiosità intellettuale
- Tecnologia: App e giochi specifici per l’allenamento cognitivo (con cautela sulle promesse eccessive)
Principio Chiave: La varietà e la sfida sono importanti. Attività che richiedono sforzo mentale, novità e coinvolgimento attivo sono più efficaci di compiti ripetitivi e automatici.
(Metcalf et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
4. Qualità del Sonno
Il sonno è fondamentale per il consolidamento della memoria e la salute cerebrale:
Strategie per Migliorare il Sonno:
- Stabilire una routine serale rilassante
- Mantenere orari regolari di sonno e risveglio
- Camera fresca, buia e silenziosa
- Evitare schermi (luce blu) 1-2 ore prima di dormire
- Limitare caffeina nel pomeriggio/sera
- Considerare tecniche di rilassamento prima di dormire
Gestire i Disturbi del Sonno Legati alla Menopausa:
- Se le vampate notturne disturbano il sonno, considera strategie per gestirle (abbigliamento leggero, strati, ventilatore, TOS se appropriata)
- Consulta il medico se l’insonnia è persistente – potrebbe essere necessario un intervento specifico
(Metcalf et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
5. Pratiche di Rilassamento e Gestione dello Stress
Lo stress cronico è tossico per il cervello, in particolare per l’ippocampo:
Tecniche Efficaci:
- Meditazione mindfulness: 10-20 minuti al giorno possono ridurre stress e migliorare l’attenzione
- Yoga: Combina benefici fisici, respiratori e meditativi
- Respirazione profonda: Esercizi di respirazione diaframmatica attivano il sistema nervoso parasimpatico (rilassamento)
- Tai chi e Qigong: Pratiche mente-corpo benefiche per equilibrio, forza e calma mentale
- Tempo nella natura: Passeggiate in ambienti naturali hanno effetti documentati sulla riduzione dello stress
- Hobby rilassanti: Giardinaggio, arte, musica, qualsiasi attività che induce uno stato di “flow”
Queste tecniche possono ridurre lo stress e migliorare la concentrazione, creando un ambiente neurochimico più favorevole per la memoria e l’apprendimento.
6. Controllo dei Fattori di Rischio Cardiovascolare
Ciò che fa bene al cuore fa bene al cervello:
Gestione Medica:
- Diabete: Mantenere glicemia controllata (l’insulino-resistenza è dannosa per il cervello)
- Ipertensione: Controllare la pressione arteriosa (l’ipertensione danneggia i vasi cerebrali)
- Colesterolo: Mantenere profilo lipidico sano (aterosclerosi riduce flusso sanguigno cerebrale)
- Peso corporeo: Mantenere peso nella norma (obesità è fattore di rischio per declino cognitivo)
- Non fumare: Il fumo danneggia i vasi sanguigni e aumenta il rischio di demenza
(Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Shulga et al., 2025; Maki & Jaff, 2022)
7. Supporto per Ansia e Depressione
I disturbi dell’umore, quando presenti, devono essere trattati:
- Psicoterapia: Terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o altre forme di counseling
- Farmaci antidepressivi/ansiolitici: Se indicati dal medico
- Supporto sociale: Gruppi di sostegno, connessioni con amiche e famiglia
- Attività piacevoli: Dedicare tempo a ciò che porta gioia
Trattare efficacemente ansia e depressione può migliorare significativamente anche le funzioni cognitive.
8. Strategie Compensative Pratiche
Mentre lavori per migliorare la tua memoria, utilizza strumenti che facilitano la vita quotidiana:
Aiuti Esterni:
- Liste e promemoria: Carta o digitali
- Calendario condiviso: Per appuntamenti e impegni familiari
- Routine fisse: Mettere sempre le chiavi nello stesso posto, ad esempio
- App di gestione: Promemoria per farmaci, appuntamenti
- Post-it strategici: Per informazioni importanti
- Associazioni e mnemoniche: Tecniche per ricordare nomi, liste
Strategie Cognitive:
- Ripetizione: Ripetere informazioni importanti ad alta voce o scriverle
- Visualizzazione: Creare immagini mentali vivide
- Chunking: Raggruppare informazioni in blocchi più gestibili
- Elaborazione profonda: Connettersi emotivamente o concettualmente con le informazioni da ricordare
L’Importanza del Supporto Psicologico
Puntare su un supporto psicologico può rivelarsi fondamentale durante la menopausa, non solo per i problemi cognitivi ma per il benessere complessivo.
Benefici del Supporto Professionale
Terapia Individuale: Parlare con un terapeuta esperto in psicologia della salute o in menopausa può aiutare a:
- Elaborare le emozioni legate ai cambiamenti fisici e cognitivi
- Sviluppare strategie di coping efficaci
- Trattare ansia o depressione associate
- Normalizzare l’esperienza e ridurre la paura
Gruppi di Supporto: Partecipare a gruppi di supporto (in presenza o online) consente alle donne di:
- Condividere esperienze simili e sentirsi meno sole
- Scambiare strategie efficaci per affrontare i cambiamenti
- Ricevere validazione ed empatia da chi sta vivendo la stessa fase
- Costruire una rete di supporto sociale
Educazione e Psicoeducazione: Comprendere cosa sta accadendo nel proprio corpo e cervello riduce l’ansia e aumenta il senso di controllo. La consapevolezza dei propri sentimenti e sintomi è essenziale per mantenere una buona salute mentale durante questa transizione.
Quando Cercare Aiuto
Considera il supporto psicologico se:
- I cambiamenti cognitivi causano ansia significativa o paura
- Noti sintomi di depressione (tristezza persistente, perdita di interesse, cambiamenti di appetito/sonno)
- Le difficoltà cognitive impattano l’autostima o le relazioni
- Ti senti sopraffatta dai sintomi multipli della menopausa
- Hai difficoltà ad adattarti ai cambiamenti di questa fase della vita
Prospettive Future e Ricerca in Corso
La ricerca su memoria e menopausa è in continua evoluzione. Aree di interesse attuale includono:
- Identificazione di biomarcatori che predicono chi è a maggior rischio di declino cognitivo
- Sviluppo di terapie mirate (ormonali e non) più efficaci per proteggere la cognizione
- Comprensione dei meccanismi molecolari attraverso cui gli ormoni influenzano il cervello
- Interventi personalizzati basati su genetica, metabolismo e fattori di rischio individuali
- Ruolo del microbiota intestinale nella salute cerebrale durante la menopausa
Restare informate sugli sviluppi scientifici permette di fare scelte consapevoli e di beneficiare di nuove scoperte.
Conclusione: Vivere la Menopausa con Consapevolezza e Proattività
L’interazione tra memoria e menopausa rappresenta una sfida reale ma affrontabile. La ricerca scientifica conferma che:
- I cambiamenti cognitivi sono reali e comuni, non “immaginari”
- Sono generalmente lievi e temporanei, concentrati nella perimenopausa e nel primo anno post-menopausa
- Per la maggioranza delle donne non evolvono in demenza o disturbi gravi
- Fattori modificabili (stile di vita, salute generale) hanno un impatto significativo
Con l’approccio giusto – che includa esercizio fisico regolare, alimentazione protettiva per il cervello, stimolazione cognitiva, sonno di qualità, gestione dello stress ed eventualmente supporto medico e psicologico – molte donne possono non solo mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti ormonali sulla memoria, ma anche proteggere attivamente la salute cerebrale a lungo termine.
Rimanere informate, attive e proattive è il primo passo verso una gestione positiva di questa fase della vita. I cambiamenti cognitivi della menopausa non definiscono chi sei e, con le giuste strategie, puoi continuare a vivere una vita cognitivamente ricca, appagante e produttiva durante e dopo questa transizione naturale.
Se noti cambiamenti cognitivi preoccupanti o persistenti, non esitare a consultare un professionista sanitario per una valutazione approfondita e un supporto personalizzato. La salute del cervello merita la stessa attenzione e cura che dedichiamo alla salute del corpo.
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FAQ
1) Cosa fare per la memoria in menopausa?
Per supportare e proteggere la memoria durante la menopausa, è essenziale adottare un approccio multifattoriale che combina modifiche dello stile di vita, strategie cognitive e, quando necessario, supporto medico. Ecco le strategie più efficaci basate sull’evidenza scientifica:
Esercizio fisico regolare:
- Aerobico: 150 minuti a settimana di attività moderata (camminata veloce, nuoto, ciclismo, danza) o 75 minuti di attività intensa
- Forza: 2-3 sessioni settimanali di esercizi di resistenza (pesi, elastici, corpo libero)
- Benefici: Stimola il flusso sanguigno cerebrale, promuove la produzione di BDNF (fattore neurotrofico fondamentale per neuroplasticità e memoria), riduce infiammazione, favorisce neurogenesi nell’ippocampo
- Evidenza: È uno degli interventi più potenti per la salute cerebrale (Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
Alimentazione protettiva per il cervello:
- Omega-3: Pesce grasso (salmone, sgombro, sardine) 2-3 volte a settimana, semi di lino, noci
- Antiossidanti: Frutti di bosco, verdure a foglia verde scuro, tè verde, cioccolato fondente
- Vitamine B: Cereali integrali, legumi, verdure a foglia verde, uova, carne magra
- Dieta Mediterranea: Pattern alimentare associato a minor rischio di declino cognitivo
- Idratazione: Anche lieve disidratazione peggiora concentrazione e memoria
Stimolazione cognitiva costante:
- Lettura regolare e varia
- Puzzle (cruciverba, sudoku)
- Apprendimento di nuove abilità (lingue, strumenti musicali, hobby complessi)
- Socializzazione e conversazioni stimolanti
- Corsi di formazione e attività intellettuali
- Principio chiave: Varietà e sfida mentale, non ripetizione automatica
Qualità del sonno:
- 7-8 ore per notte con routine regolare
- Gestire i disturbi del sonno legati a vampate notturne
- Routine serale rilassante, camera fresca e buia
- Evitare schermi 1-2 ore prima di dormire
- Perché: Il sonno è essenziale per il consolidamento della memoria
Gestione dello stress:
- Meditazione mindfulness (10-20 minuti/giorno)
- Yoga o tai chi
- Tecniche di respirazione profonda
- Tempo nella natura
- Hobby rilassanti
- Benefici: Lo stress cronico è tossico per l’ippocampo e danneggia la memoria
Controllo dei fattori di rischio cardiovascolare:
- Mantenere sotto controllo: diabete, ipertensione, colesterolo, peso corporeo
- Non fumare
- Razionale: Ciò che fa bene al cuore fa bene al cervello (Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
Supporto per ansia e depressione:
- Psicoterapia (CBT o altre forme)
- Farmaci se indicati
- Gruppi di supporto
- Importante: Trattare disturbi dell’umore migliora anche le funzioni cognitive
Strategie compensative pratiche:
- Liste, promemoria, calendari (digitali o cartacei)
- Routine fisse (es. chiavi sempre nello stesso posto)
- Post-it strategici
- Tecniche mnemoniche (associazioni, visualizzazione)
- App di gestione per appuntamenti e farmaci
Quando considerare la terapia ormonale:
- Le linee guida attuali non raccomandano la TOS specificamente per la memoria
- Può essere utile per sintomi vasomotori severi che interferiscono con sonno e qualità della vita
- Discutere rischi/benefici con il medico, soprattutto se menopausa precoce o chirurgica
- (Metcalf et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022)
Approccio integrato: La chiave è combinare più strategie contemporaneamente, non affidarsi a un singolo intervento. L’efficacia è maggiore quando le modifiche dello stile di vita diventano abitudini permanenti, non esperimenti temporanei.
Tempistica:
- I benefici dello stile di vita si manifestano gradualmente (settimane-mesi)
- La costanza è fondamentale
- Anche piccoli cambiamenti hanno effetto cumulativo positivo
Quando consultare un medico:
- Se i problemi di memoria persistono nonostante le strategie adottate
- Se interferiscono significativamente con la vita quotidiana
- Se c’è storia familiare di demenza
- Per valutare eventuali carenze nutrizionali (vitamina D, B12) o condizioni mediche sottostanti
2) Quali sono i sintomi del deficit cognitivo in menopausa?
I sintomi cognitivi durante la menopausa possono variare da donna a donna in intensità e tipo, ma la ricerca ha identificato manifestazioni comuni che molte donne riferiscono. È importante distinguere tra sintomi lievi e normali della transizione menopausale e segnali di potenziali problemi più seri.
Sintomi cognitivi comuni e normali durante la menopausa:
Difficoltà di memoria verbale (il dominio più consistentemente colpito):
- “Non trovo le parole giuste quando parlo”
- Difficoltà a ricordare nomi di persone, anche conosciute
- Dimenticare conversazioni avute recentemente
- Difficoltà a ricordare liste di cose da fare o da comprare
- Dimenticare dove si è messo qualcosa (chiavi, telefono, occhiali)
- (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021; Grummisch et al., 2023; Weber et al., 2013)
Problemi di attenzione e concentrazione:
- Difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti prolungati
- Facile distraibilità
- Fatica a concentrarsi in ambienti rumorosi o con molte distrazioni
- Sensazione di “mente che vaga”
- (Greendale et al., 2020; Kilpi et al., 2020)
“Brain fog” (annebbiamento mentale):
- Sensazione generale di confusione o “nebbia” mentale
- Sensazione di “testa ovattata”
- Difficoltà a pensare con chiarezza
- Rallentamento del pensiero
- Questa è la descrizione più comune tra le donne in menopausa (Grummisch et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022)
Difficoltà con la memoria di lavoro (working memory):
- Fatica a gestire più compiti contemporaneamente (multitasking)
- Difficoltà a seguire conversazioni complesse con più interlocutori
- Perdere il filo del discorso
- Dimenticare cosa si stava per fare (“Perché sono entrata in questa stanza?”)
- (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021)
Rallentamento nella velocità di elaborazione:
- Sensazione di “pensare più lentamente”
- Impiegare più tempo per elaborare informazioni
- Tempi di reazione più lenti
- (Greendale et al., 2020)
Difficoltà nell’apprendimento di nuove informazioni:
- Maggiore sforzo richiesto per imparare cose nuove
- Necessità di più ripetizioni per memorizzare
- Difficoltà a ricordare informazioni appena lette o ascoltate
Dimenticanze quotidiane:
- Dimenticare appuntamenti o impegni
- Saltare passaggi in procedure familiari
- Dimenticare di prendere farmaci
- Uscire di casa senza qualcosa di importante
Caratteristiche importanti di questi sintomi “normali”:
Sono comuni: Riportati dalla maggioranza delle donne in perimenopausa (Grummisch et al., 2023; Jaff & Maki, 2021)
Sono lievi: Non impediscono di svolgere le attività quotidiane, anche se possono renderle più faticose
Sono fluttuanti: Variano in intensità da giorno a giorno, spesso peggiori quando ci sono vampate, disturbi del sonno o stress
Non sono progressivi: Non peggiorano costantemente nel tempo; spesso si stabilizzano o migliorano dopo la transizione iniziale
Rispondono a strategie compensative: Liste, promemoria e organizzazione aiutano efficacemente
Quando nelle diverse fasi:
Perimenopausa (fase più vulnerabile):
- Sintomi soggettivi molto evidenti
- Difficoltà soprattutto in memoria verbale e attenzione
- Fluttuazioni drammatiche correlate alle oscillazioni ormonali
- (Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021; Weber et al., 2013; Jaff & Maki, 2021)
Primo anno post-menopausa:
- Momento di massima difficoltà per molte donne
- Performance oggettive peggiori in test di memoria verbale, attenzione, working memory
- (Weber et al., 2013; Metcalf et al., 2023; Maki et al., 2021)
Post-menopausa stabilizzata:
- Molte donne ritornano a performance nella norma
- Sintomi si attenuano o scompaiono
- Alcune rimangono più vulnerabili
- (Maki et al., 2021; Ramli et al., 2023; Than et al., 2023)
Sintomi che richiedono valutazione medica (non normali):
Peggioramento progressivo: Sintomi che costantemente peggiorano mese dopo mese
Interferenza severa con la vita: Incapacità di svolgere attività lavorative o quotidiane essenziali
Disorientamento: Confusione su dove si è, che giorno è, chi sono le persone familiari
Cambiamenti di personalità: Modifiche marcate nel comportamento o nel carattere
Perdita di competenze: Impossibilità improvvisa di fare cose prima routinarie (cucinare, guidare percorsi noti, usare elettrodomestici familiari)
Preoccupazioni dei familiari: Quando le persone vicine notano cambiamenti significativi
Importante distinzione: I sintomi cognitivi della menopausa, sebbene fastidiosi, sono lievi, temporanei e per la maggioranza delle donne non corrispondono a un disturbo grave o all’inizio di demenza (Grummisch et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022).
Se hai dubbi o preoccupazioni, consulta un medico per una valutazione approfondita che può includere test cognitivi, esami del sangue (per escludere carenze o disfunzioni tiroidee) e valutazione della storia clinica.
3) Quali sono gli effetti della menopausa sul cervello?
La menopausa ha effetti multipli e complessi sul cervello, che vanno da cambiamenti strutturali a modifiche funzionali nei circuiti neurali. La ricerca neuroscientifica degli ultimi anni ha permesso di comprendere meglio questi meccanismi:
Cambiamenti strutturali del cervello:
Modifiche volumetriche in regioni chiave:
La menopausa è associata a cambiamenti volumetrici (riduzioni di volume o spessore) in strutture cerebrali cruciali per memoria e cognizione (Ramli et al., 2023; Jacobs et al., 2016; Shulga et al., 2025):
Ippocampo:
- Struttura essenziale per la formazione di nuovi ricordi e memoria a lungo termine
- Alcuni studi mostrano riduzioni del volume ippocampale durante la transizione menopausale
- L’ippocampo ha alta concentrazione di recettori per gli estrogeni
- È particolarmente vulnerabile allo stress e alla carenza estrogenica
Cortecce frontali:
- Coinvolte in funzioni esecutive, pianificazione, attenzione, memoria di lavoro
- Possono mostrare riduzioni di spessore o volume
- Essenziali per processi cognitivi complessi e controllo del comportamento
Cortecce temporali:
- Importanti per elaborazione linguistica, memoria semantica (significati), riconoscimento
- Possono essere influenzate dalla carenza estrogenica
Sostanza bianca:
- Le connessioni tra diverse regioni cerebrali (vie di comunicazione) possono mostrare alterazioni di integrità
- Questo può influenzare l’efficienza della trasmissione delle informazioni
Importante prospettiva: Questi cambiamenti strutturali sono generalmente lievi, rientrano nella variabilità normale e non necessariamente predicono declino cognitivo clinicamente significativo. Inoltre, possono essere parzialmente reversibili o compensati dalla neuroplasticità (Ramli et al., 2023).
Cambiamenti funzionali e di connettività:
Alterazioni nei circuiti neurali:
- La connettività funzionale (come diverse regioni cerebrali comunicano tra loro) può essere alterata durante la menopausa
- Questo influenza l’efficienza dei circuiti coinvolti in memoria, attenzione e processi emotivi
- I pattern di attivazione cerebrale durante compiti cognitivi possono essere diversi rispetto alla premenopausa
- (Jacobs et al., 2016)
Effetti degli estrogeni sulla funzione cerebrale:
Ruoli multipli degli estrogeni nel cervello:
Neuroplasticità:
- Gli estrogeni promuovono la formazione di nuove sinapsi (connessioni tra neuroni)
- Supportano la plasticità dendritica (ramificazioni dei neuroni)
- La riduzione estrogenica diminuisce la capacità del cervello di adattarsi e riorganizzarsi
Neurotrasmettitori:
- Gli estrogeni modulano la produzione e l’attività di neurotrasmettitori essenziali:
- Acetilcolina: Cruciale per memoria e attenzione
- Serotonina: Regola umore, sonno, appetito
- Dopamina: Motivazione, reward, funzioni esecutive
- GABA e glutammato: Equilibrio eccitazione/inibizione neuronale
Flusso sanguigno cerebrale:
- Gli estrogeni promuovono la vasodilatazione cerebrale
- Migliorano l’apporto di ossigeno e nutrienti al cervello
- La carenza può ridurre il flusso sanguigno cerebrale, specialmente in regioni vulnerabili
Neuroprotezione:
- Gli estrogeni proteggono i neuroni da:
- Stress ossidativo (danno da radicali liberi)
- Eccitotossicità (danno da eccessiva stimolazione)
- Infiammazione
- Apoptosi (morte cellulare programmata)
- La loro perdita rimuove questa “protezione”
Metabolismo energetico cerebrale:
- Gli estrogeni facilitano l’utilizzo del glucosio da parte dei neuroni
- Supportano la funzione mitocondriale (produzione di energia cellulare)
- La carenza può compromettere l’efficienza energetica cerebrale
Neurogenesi:
- Gli estrogeni promuovono la formazione di nuovi neuroni nell’ippocampo (anche in età adulta)
- La perdita estrogenica riduce questa capacità rigenerativa
Fluttuazioni ormonali e loro impatto:
Effetto delle oscillazioni nella perimenopausa:
- Non è solo il livello assoluto di estrogeni a influenzare il cervello, ma soprattutto le fluttuazioni rapide e imprevedibili
- Queste oscillazioni si associano direttamente a variazioni di attenzione e memoria soggettiva, indipendentemente da sonno e umore (Grummisch et al., 2023; Jacobs et al., 2016; Shulga et al., 2025)
- Il cervello fatica ad “adattarsi” quando l’ambiente ormonale cambia continuamente
Effetti sul sistema limbico:
Regolazione emotiva:
- La menopausa influenza strutture limbiche (amigdala, ippocampo) coinvolte in emozioni e stress
- Questo può contribuire a labilità emotiva, ansia, depressione
- L’interazione tra cambiamenti ormonali, cognitivi ed emotivi è bidirezionale
Asse ipotalamo-ipofisi-surrene (stress):
- Gli estrogeni modulano la risposta allo stress
- La loro carenza può alterare la reattività allo stress e i livelli di cortisolo
- Il cortisolo cronicamente elevato è tossico per l’ippocampo
Fattori di rischio speciali:
Menopausa precoce o chirurgica:
- La perdita prematura degli estrogeni (prima dei 45 anni) o chirurgica (ovariectomia) è associata a:
- Declino più rapido della memoria
- Maggiore rischio di demenza nel lungo termine
- Perdita della “finestra protettiva” degli estrogeni in anni cruciali
- (Georgakis et al., 2019; Sochocka et al., 2023; Koebele et al., 2017; Alexander et al., 2025)
Meccanismi compensatori e resilienza:
Neuroplasticità compensatoria:
- Il cervello è capace di compensare parzialmente attraverso:
- Reclutamento di regioni alternative per svolgere compiti
- Potenziamento di vie neurali esistenti
- Utilizzo di strategie cognitive alternative
Riserva cognitiva:
- Educazione, attività intellettuale, stimolazione cognitiva creano “riserva” che protegge dal declino
- Donne con maggiore riserva cognitiva tollerano meglio i cambiamenti menopausali
Fattori modificabili protettivi:
- Esercizio fisico, dieta sana, stimolazione cognitiva, controllo cardiovascolare possono modulare positivamente gli effetti della menopausa sul cervello (Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
Prospettiva temporale:
Fase acuta (perimenopausa e primo anno post-menopausa):
- Massima instabilità ormonale
- Cambiamenti strutturali e funzionali più evidenti
- Sintomi cognitivi più pronunciati
Stabilizzazione (post-menopausa):
- Il cervello si “adatta” al nuovo ambiente ormonale
- Molti sintomi si attenuano
- I cambiamenti strutturali si stabilizzano
- Per molte donne, le performance cognitive ritornano nella norma
Messaggio chiave: Gli effetti della menopausa sul cervello sono reali e documentati, ma sono generalmente lievi, adattabili e non inevitabilmente progressivi. Il cervello mantiene capacità di resilienza e compensazione, specialmente se supportato da uno stile di vita protettivo. La comprensione di questi meccanismi aiuta a sviluppare strategie preventive e di intervento più efficaci.
4) Come aiutare la memoria dopo i 50 anni?
Dopo i 50 anni, che coincide spesso con la fase perimenopausale o postmenopausale per molte donne, la memoria può beneficiare di un approccio proattivo e scientificamente fondato. Le strategie sono simili a quelle per la menopausa, ma con alcune considerazioni specifiche legate all’età:
Priorità assolute per la salute cerebrale dopo i 50:
1. Esercizio fisico: il più potente intervento:
L’attività fisica regolare è probabilmente l’intervento singolo più efficace per proteggere e migliorare la memoria a qualsiasi età, ma diventa ancora più critico dopo i 50 anni.
Tipi di esercizio e benefici:
- Aerobico (150 min/settimana moderato o 75 min intenso):
- Camminata veloce, jogging, nuoto, ciclismo, danza
- Aumenta flusso sanguigno cerebrale
- Promuove BDNF (fattore di crescita neuronale)
- Favorisce neurogenesi nell’ippocampo
- Forza/resistenza (2-3 volte/settimana):
- Pesi, elastici, corpo libero
- Preserva massa muscolare (declina con età)
- Migliora metabolismo e sensibilità insulinica
- Supporta salute ossea
- Equilibrio e coordinazione:
- Tai chi, yoga, pilates
- Prevengono cadute
- Integrano componente cognitiva (attenzione, coordinazione)
- Attività che combinano fisico e mentale:
- Danza (sequenze da ricordare)
- Sport di squadra
- Particolarmente benefiche per cognizione
Evidenza: Numerosi studi mostrano che l’esercizio fisico regolare dopo i 50 può rallentare il declino cognitivo legato all’età e ridurre il rischio di demenza (Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Maki & Jaff, 2022)
2. Alimentazione ottimizzata per il cervello:
Pattern dietetico: Dieta Mediterranea o MIND Diet (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay):
- Ricca di: verdure a foglia verde, altre verdure, frutta (specialmente frutti di bosco), cereali integrali, pesce, olio d’oliva, frutta secca
- Limitata in: carni rosse, burro/margarina, formaggi, dolci, fritture
- Associata a minor rischio di declino cognitivo e demenza
Nutrienti chiave:
- Omega-3 (EPA/DHA): Pesce grasso 2-3 volte/settimana, o integrazione (1000-2000 mg/die)
- Antiossidanti: Frutti di bosco, verdure colorate, tè verde, cioccolato fondente
- Vitamine B (B6, B12, folato): Essenziali per metabolismo dell’omocisteina (fattore di rischio cardiovascolare e cognitivo)
- Dopo i 50, l’assorbimento di B12 può ridursi; considera integrazione se carente
- Vitamina D: Fondamentale per salute cerebrale; molto comune carenza dopo i 50
- Verifica livelli ematici e integra se necessario (1000-2000 UI/die o più)
- Vitamina E: Possibili benefici antiossidanti per il cervello
Idratazione: Con l’età, la percezione della sete diminuisce; idratarsi consapevolmente
3. Stimolazione cognitiva continua:
“Use it or lose it”: Il cervello, come un muscolo, deve essere esercitato regolarmente.
Attività efficaci:
- Apprendimento continuo: Corsi, lingue straniere, strumenti musicali, nuove tecnologie
- Lettura varia e stimolante
- Puzzle e giochi mentali: Cruciverba, sudoku, scacchi, bridge
- Socializzazione attiva: Conversazioni stimolanti, volontariato, gruppi di interesse
- Hobby complessi: Giardinaggio, artigianato, arte, scrittura
- Lavoro cognitivamente impegnativo: Se possibile, mantenere attività lavorativa stimolante
Principio chiave: Novità e sfida. Attività nuove e che richiedono sforzo mentale sono più efficaci di compiti ripetitivi automatici.
Riserva cognitiva: L’accumulo di stimolazione cognitiva nel corso della vita crea “riserva” che protegge dal declino. Non è mai troppo tardi per iniziare.
4. Sonno di qualità:
Il sonno diventa spesso più difficile dopo i 50, ma rimane fondamentale per la memoria:
Obiettivo: 7-8 ore per notte di sonno di qualità
Strategie:
- Routine regolare di sonno/risveglio
- Ambiente ottimale (buio, fresco, silenzioso)
- Evitare alcol, caffeina tardiva, pasti pesanti serali
- Limitare sonnellini diurni (max 20-30 min)
- Esposizione a luce naturale durante il giorno
- Se disturbi del sonno persistono, consultare medico (possibile apnea, insonnia cronica)
Consolidamento: Il sonno profondo è essenziale per consolidare i ricordi nella memoria a lungo termine.
5. Gestione rigorosa dei fattori di rischio cardiovascolare:
“Ciò che fa bene al cuore fa bene al cervello” – questo diventa critico dopo i 50:
Controllo medico di:
- Pressione arteriosa: Target <130/80 mmHg (seguire indicazioni mediche)
- Glicemia/diabete: HbA1c <6,5-7% se diabetico
- Colesterolo: LDL <100 mg/dL (più basso se alto rischio cardiovascolare)
- Peso corporeo: BMI 18,5-25; circonferenza vita <88 cm donne
- Non fumare: Il fumo è uno dei peggiori fattori di rischio per demenza
Perché è importante: Ipertensione, diabete, aterosclerosi danneggiano i vasi sanguigni cerebrali, riducono il flusso sanguigno e aumentano il rischio di microinfarti cerebrali “silenziosi” che contribuiscono al declino cognitivo.
(Metcalf et al., 2023; Sochocka et al., 2023; Shulga et al., 2025; Maki & Jaff, 2022)
6. Gestione dello stress e salute mentale:
Stress cronico: È tossico per l’ippocampo e accelera il declino cognitivo
Tecniche efficaci:
- Meditazione mindfulness (10-20 min/die)
- Yoga, tai chi
- Respirazione profonda
- Tempo nella natura
- Hobby rilassanti
- Supporto sociale forte
Trattamento di ansia/depressione: Se presenti, devono essere trattati adeguatamente (terapia, farmaci se necessari)
7. Salute sensoriale:
Vista e udito: Dopo i 50, problemi di vista e udito diventano più comuni:
- Ipoacusia: Non trattata, è fattore di rischio per declino cognitivo (isolamento sociale, minor stimolazione)
- Problemi visivi: Interferiscono con lettura e attività cognitive
- Azione: Controlli regolari e correzione con occhiali/apparecchi acustici se necessario
8. Strategie compensative e organizzazione:
Con l’età, diventa ancora più importante utilizzare aiuti esterni:
Strumenti pratici:
- Agende, calendari, promemoria digitali
- Liste della spesa, to-do list
- Routine fisse (chiavi sempre nello stesso posto)
- App per memoria (farmaci, appuntamenti)
- Note vocali per catturare idee al volo
Tecniche cognitive:
- Ripetizione spaziata: Ripetere informazioni a intervalli crescenti
- Elaborazione profonda: Connettersi emotivamente o concettualmente con le informazioni
- Chunking: Raggruppare informazioni in blocchi
- Associazioni visive: Creare immagini mentali vivide
- Mnemoniche: Acronimi, rime, storie per ricordare
9. Considerazioni mediche specifiche:
Verifica carenze nutrizionali:
- Vitamina B12: Comuni dopo i 50 (malassorbimento)
- Vitamina D: Molto frequenti, soprattutto se scarsa esposizione solare
- Ferro: Specialmente se mestruazioni ancora presenti o dieta povera
Revisione farmaci:
- Alcuni farmaci comuni hanno effetti cognitivi (anticolinergici, benzodiazepine, alcuni antistaminici)
- Discutere con il medico alternative se possibile
Screening cognitivo:
- Se preoccupazioni o familiarità per demenza, considera valutazione neuropsicologica baseline
- Permette di monitorare cambiamenti nel tempo
10. Terapia ormonale in menopausa:
Considerazioni:
- Non raccomandata specificatamente per memoria
- Può aiutare sintomi vasomotori che interferiscono con sonno e qualità della vita
- Se menopausa precoce (<45 anni) o chirurgica, discutere con medico: TOS può essere protettiva
- Decisione individualizzata rischi/benefici
- (Metcalf et al., 2023; Jaff & Maki, 2021; Maki & Jaff, 2022)
Approccio integrato e sostenibile:
Non cercare la “pillola magica”: Non esiste un singolo integratore o intervento miracoloso per la memoria.
Combinazione sinergica: L’efficacia massima si ottiene combinando più strategie (esercizio + dieta + stimolazione cognitiva + sonno + controllo cardiovascolare).
Costanza a lungo termine: I benefici si accumulano nel tempo; le abitudini devono diventare parte permanente dello stile di vita.
Personalizzazione: Adatta le strategie alle tue preferenze, capacità, condizioni mediche.
Prospettiva positiva: Dopo i 50 anni, con le giuste strategie, è possibile non solo mantenere una buona funzione cognitiva, ma in molti casi anche migliorarla. Il cervello mantiene plasticità per tutta la vita e risponde positivamente a interventi protettivi. Investire nella salute cerebrale ora paga dividendi per decenni a venire.
Quando consultare un professionista:
- Se noti cambiamenti cognitivi preoccupanti o progressivi
- Per screening di base (specie se familiarità per demenza)
- Per valutare carenze nutrizionali o condizioni mediche
- Per supporto psicologico se ansia/depressione relative ai cambiamenti cognitivi
- Per programma personalizzato di prevenzione cognitiva
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